Giovedì 3 giugno all’Arena Estiva Stalloni (ore 21) Arci Reggio Emilia e il Comitato Provinciale Acqua Bene Comune presentano "La situazione mondiale, europea e nazionale sul diritto all'acqua". Un incontro con Emilio Molinari - Presidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull'Acqua. A seguire la proiezione del documentario: “Per amore dell’acqua. Flow” di Irene Salina (durante l’iniziativa sarà possibile firmare per i tre referendum sull’acqua)
"PER AMORE DELL'ACQUA. FLOW" di Irena Salina, USA 2008, Steven Starr - The Group Entertainment Production, documentario, 84’ Questo brillante documentario, condotto sotto forma di inchiesta, tocca argomenti fondamentali quali l'iquinamento, la privatizzazione e la conservazione dell’acqua. La sua lavorazione è durata cinque anni, durante i quali le ricerche si sono estese a numerosi Paesi: Bolivia, India, Messico, Stati Uniti e Sudafrica. FLOW (acronimo dell’inglese For love of water, per amore dell’acqua) pensato principalmente per un pubblico occidentale, mira a sfatare alcuni assunti a proposito dell’importantissimo tema dell’acqua: nei Paesi del Primo mondo infatti si apre il rubinetto e ci si aspetta che ne esca qualcosa, oppure si beve l’acqua in bottiglia, sicuri che sia sana, sebbene non se ne debba essere più così certi: l’acqua potabile comincia a diventare un lusso dovunque. Dopo aver affrontato il problema dell’inquinamento dell’acqua, che affligge sia zone remote del mondo a causa di impianti industriali poco sicuri, sia i Paesi più ricchi a causa dell’abbondante uso di pesticidi, il film si concentra sul tema della privatizzazione dell’acqua, il più grande business al mondo dopo quelli di elettricità e petrolio. Le grandi multinazionali dell’acqua intendono portare il loro «prodotto» a tutti a pagamento, ma milioni di persone, che guadagnano meno di un dollaro al giorno, non possono permetterselo. Non manca, da parte della regista, anche la presentazione di significativi progetti sperimentali, che dimostrano come la soluzione alla mancanza di acqua potabile nei Paesi poveri non è la realizzazione di grandi acquedotti centralizzati, ma di piccoli impianti di depurazione locali. Il documentario procede quindi con la presentazione del tema dell’acqua in bottiglia: le analisi chimiche dimostrano che essa non è più sana di quella del rubinetto, e che basterebbe un terzo di quanto si spende al mondo per comprare acqua in bottiglia per dotare di acqua potabile tutti gli abitanti del pianeta. Viene quindi sollevato lo scottante problema della proprietà dell’acqua: perché la Nestlé in Michigan o la Coca Cola in India possono estrarre fiumi d’acqua senza pagare niente a nessuno, per poi rivenderla imbottigliata a un prezzo superiore a quello della benzina o del latte? Di chi è l’acqua? Chi può venderla? Infine, FLOW affronta il tema della conservazione: perché costruire enormi dighe che sconvolgono gli ecosistemi, invece di tornare alla sapienza antica di piccole cisterne locali che raccolgono l’acqua piovana? Il film di Irena Salina procede evidentemente dalla convinzione che l’acqua sia un bene comune inalienabile che va garantito a tutti. Il momento più alto del documentario mostra fiumi di persone che marciano per difendere il loro diritto all’acqua e il film termina con la proposta di un impegno concreto: firmare un appello per l’inserimento del diritto all’acqua nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite. Non solo un film di denuncia, dunque, ma un invito ad agire per difendere il bene comune più vitale dopo l’aria. FLOW, selezionato dal Sundance Film Festival del 2008, ha vinto importanti riconoscimenti in India, Messico e Stati Uniti. In Italia è stato distribuito in dvd col titolo “Per amore dell’acqua. flow” www.flowthefilm.com |